L’atleta dilettante e l’atleta professionista nello sport della boxe
La distinzione tra atleta professionista ed atleta dilettante in generale trova origine dalla nozione di attività sportiva professionistica e dilettantistica, la cui fonte normativa è la L. 91/1981.
Le singole federazioni sportive, su delega del legislatore, devono qualificare un’attività sportiva come professionistica o dilettantistica.
Questo potere è esercitato solo da sei federazioni sportive, tra cui quella pugilistica, che hanno istituito il settore professionistico accanto a quello dilettantistico.
Inoltre, la FPI, al fine di ottemperare all’obbligo di conformarsi al dettato dell’art. 90 della L. 289/2002, poi modificato dalla L. 128/2004, ha previsto nel suo Statuto che gli affiliati siano esclusivamente società e associazioni sportive dilettantistiche. Maggiori informazioni







Il Governo con il decreto legge n. 189 del 17 ottobre 2016 (art. 49, comma 18), emanato per intervenire in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016, ha disposto la sospensione, fino alla data del 1° gennaio 2017, dell’efficacia delle disposizioni in ordine alla dotazione ed all’impiego da parte delle società ed associazioni sportive dilettantistiche dei defibrillatori semiautomatici.
Il Comitato Olimpico Nazionale, in ottemperanza a quanto previsto dal Ministero della Salute con nota esplicativa del 16 giugno 2015 e successiva nota integrativa del 28 ottobre 2015 (vedi precedente articolo “
La stagione estiva è ormai alle porte, i lavori di ripristino e di manutenzione nelle piscine scoperte stanno per essere ultimati, la selezione del personale prosegue speditamente per non farsi trovare impreparati all’apertura degli impianti natatori.
La certificazione medica in ambito sportivo negli ultimi anni ha subito significative modifiche soprattutto in conseguenza dell’emissione del Decreto Legge n. 158 del 13 settembre 2012 (c.d. Decreto Balduzzi), convertito, con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189, nonché del successivo Decreto Ministeriale del 24 aprile 2013.
Il comma 5 dell’art. 25 della legge n. 133 del 13 maggio 1999 aveva introdotto, per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti, ricevuti od effettuati da tali enti, quando l’importo degli stessi era superiore ad euro 516,46.
Il decreto legge 13 settembre 2012 n. 158 (convertito dalla legge 8 novembre 2012 n. 189) aveva previsto l’obbligo, in capo alle società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di dotarsi di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.