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Allenamenti di squadra dopo il coronavirus

Allenamenti di squadra dopo il coronavirus

L’Ufficio per lo Sport del Governo ha pubblicato, in un documento di 36 pagine, le linee guida per gli allenamenti degli sport di squadra ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 17 Maggio 2020, art.1, lett. e).

A seguito dell’emanazione del suddetto documento, sarà compito delle singole Federazioni, DSA ed EPS, emanare appositi protocolli attuativi. Il tutto tenendo conto delle raccomandazioni fornite e delle specificità delle singole discipline per garantire, da parte dei gestori degli impianti, delle associazioni e/o di qualunque altro soggetto di rispettiva affiliazione, il rispetto delle misure di sicurezza.

Prendendo in esame, tra i tanti, il protocollo Fipav (Federazione Italiana Pallavolo) per la ripresa degli allenamenti in sicurezza, oltre alle ormai note norme igieniche e di distanza tra gli atleti, si hanno anche

delle novità importanti come, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la previsione di una nuova figura in seno alla società del Covid Manager, ossia un soggetto che avrà il compito di coordinare e verificare il rispetto delle disposizioni previste.

Ancora, come riportato nel protocollo della Federazione Pugilistica Italiana, si raccomanda durante gli allenamenti di mantenere le distanze tra gli atleti, di disinfettare accuratamente gli attrezzi utilizzati, di non toccarsi il viso con le mani, di disinfettarsi ciclicamente le mani e di salutarsi senza contatto.

Per quanto riguarda il profilo da adottare per gli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri si segnalano particolari novità, tra cui:

      • La società sportiva dovrà identificare il luogo di ripresa degli allenamenti collettivi;
    • Assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica di tutti i locali;
    • La società dovrà identificare il ‘gruppo squadra’, ovvero coloro che dovranno necessariamente operare a stretto contatto tra di loro;
    • Le procedure mediche di screening iniziale saranno applicate ai soggetti in possesso della Scheda Sanitaria FIGC in accordo con il Protocollo FMSI per la ripresa dell’attività sportiva degli atleti professionisti;
    • I soggetti in possesso di Scheda Sanitaria FIGC vengono divisi in due gruppi: 1. Soggetti COVID+ accertati e guariti e soggetti che su giudizio del responsabile sanitario abbiano avuto sintomi riferibili tra i quali, a titolo non esaustivo, temperatura corporea > 37,5 °C, tosse, astenia, dispnea, mialgie, diarrea, anosmia, ageusia. 2. Soggetti COVID- e soggetti asintomatici (non testati). Anche coloro che sono stati a contatto con positivi ma sempre rimasti asintomatici e non testati. Inoltre, e in particolare, staff tecnico/societario o familiari.
    • L’approvvigionamento dei test molecolari sarà esclusivamente a carico delle società. Al responsabile sanitario è affidato il compito di monitorare il gruppo, valutandoli costantemente e fornendo informazioni sui comportamenti da adottare. Queste indicazioni valgono per le prime 2 settimane, con possibile estensione alla terza: dovranno essere rispettate sotto la responsabilità del medico sociale;
    • La prima settimana sarà riservata alla prosecuzione dell’allenamento individuale, alla tecnica individuale e di gruppo, con sedute all’aperto e gruppi di massimo 7-8 giocatori. Allenatore e staff tecnico indosseranno mascherina e guanti, mantenendo una distanza di almeno 2 metri;
    • L’uso della palestra, almeno per la prima fase, dovrà essere ridotto all’essenziale seguendo le precauzioni del caso;
    • Nella fase successiva si passerà ad una progressione del lavoro tecnico, con l’inserimento graduale di esercizi specifici e di gruppo fino alle partitelle;
    • Negli spogliatoi dovrà essere garantito il distanziamento dei giocatori di almeno 2 metri: in caso non fosse possibile, andrà scaglionato l’ingresso;
    • L’uso della sala medica, almeno nella prima settimana, dovrà essere programmato sotto il coordinamento del medico sociale e limitato alle reali necessità. Le postazioni dovranno garantire distanze di almeno 2 metri tra loro, oltre a disporre di materiale monouso e attrezzature sanificate dopo ogni seduta;
    • Almeno nella prima settimana, si raccomanda di evitare riunioni interne se non strettamente indispensabili. In quel caso la partecipazione dovrà essere ridotta al minimo e garantendo sempre la distanza di almeno 2 metri.

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